LE VIE DELL'ARTE
Le idi di Settembre
Nella lontananza
prende forma il mito di Roma con la sua quotidianità e la sua gloria. Roma è l'apparire
dell'antico, la provocazione della memoria, è l'ipotesi del futuro legata al passato.
L'effetto dell'itinerario artistico "Le Vie dell' Arte" è singolare. Parole
e musica, danza e movimento corporeo, canto e gioco forgiano una sintesi gioiosa
e drammatica. Le scene allestite con coinvolgente musica dal vivo, coreografie di
ballo ed esibizioni degli attori saranno ripetute più volte nel corso della serata
per una fruizione continua dell' evento da parte del pubblico.
Scena I
"Il trionfo dell'Imperatore"
"Roma perdona i vinti e domina i superbi"
Rappresentazione della supremazia di Roma e delle sue legioni; mitimizzazione della
VIRTUS dei suoi cittadini, protezione degli Dei. Il Senato onora l'Imperatore Tiberio,
vincitore sulla Pannonia, ma non condivide il suo allontanamento nell'isola di Capri.
Trionfo dell' Imperatore in otio nella terra campana. Il tutto pervaso da una magia
di musica e luci.
Scena II
"UNA STRADA DI ROMA"
Consenso
diffuso della grandezza di Roma in tutti gli strati sociali che si incrociano in
un'antica via sassosa, all'aria aperta, sotto la luce fioca delle torce. Le sensazioni,
le emozioni che si intende materializzare sono le stesse degli uomini dell'antica
Urbe, una profonda e intima compenetrazione con il loro vissuto giornaliero. Sapore
arcaico di scene sprofondate nella mente da millenni che si liberano nel corso della
serata attraverso suggestioni sonore e teatrali della "città che crebbe in
potenza e raggiunse il cielo".
Scena III
"GLI ULTIMI GIORNI DI POMPEI"
Il racconto
sofferto dell'amore intenso di due schiavi romani, osteggiato dalla ferocia del
loro padrone che rifiuta l'atto della "manumissio" negando loro la giusta
e promessa libertà. I personaggi sono bloccati in una "maschera fissa"
e parlano la lingua degli umili e degli emarginati, cantando le tensioni di una
sfortunata esistenza. Le coreografie di ballo riecheggiano un mondo dominato dall'
ingiustizia mentre gli attori danno voce all'umiliazione degli schiavi che non osano
dire ciò che pensano. ...E vicino il Vesuvio e la sua grandiosa eruzione che seppellisce
la città e le angustie dei protagonisti sotto uno strato di lapilli e ceneri.
Scena IV
"LA DANZA DEL FATO"
"Roma continua a mandare bagliori e riflessi"
Lo sfarzo di un banchetto rianima il viridarium dell'antica villa marittima,testimone
dell' otium patrizio. Negli archi si apre la festa nella lontana notte romana con
riti propiziatori,indovini e sacerdotesse, con incensi inebrianti e ritmi incalzanti,
con danze ispirate al culto di Bacco e atmosfere allucinate e misteriose. Le musiche
riscoprono il patrimonio musicale dell'antica Roma, identificando nuovi strumenti,attingendo
dal passato con melodie e sonorità assolutamente inedite.
Scritto da: Gerardo Buonocore e Lucia Amato
Musiche e Direzione artistica: Gerardo Buonocore
Coreografie: Marika Fattorusso, Antonella Iannone, M. Vittoria Maglione,
Simona Palazzi, Patrizia Scarpati
Costumi: Trofimena Silvestri
Scenografie: Aurelio Apicella
Realizzazione Video: Giuseppe Apicella
Luci & Audio: Musica e Musica, Mac Services, VIMA Service
Regia: Lucia Amato